Come aprire e-commerce all’estero

Per aumentare le vendite della tua attività puoi scegliere di esportare i tuoi prodotti e i servizi all’estero. In Europa, secondo i dati del Gala Global (www.gala-global.org), gli e-commerce registrano annualmente una crescita del 30% e rappresentano un mercato di 130 miliardi d’euro nel 2020.

I siti e-commerce internazionali permettono a diversi consumatori nel mondo o in Europa di accedere all’acquisto di prodotti di vario genere, e spesso di comprare prodotti che sono poco reperibili all’interno del loro paese.

L’e-commerce estero dunque rappresenta un’opportunità di crescita reale per i merchant. Ma come è possibile aprire un proprio negozio per gli acquisti anche all’estero? Come essere visibili sui motori di ricerca esteri? Scopriamolo insieme.

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Gestire e-commerce all’estero

Gli e-commerce possono essere classificati in indiretto e diretto:

  1. L’e-commerce indiretto: è un negozio online che permette di commerciare all’estero beni di tipo materiale. In questo caso il venditore mette a disposizione del visitatore italiano ed estero uno specifico catalogo di prodotti. Il cliente può fare l’ordine per via telematica e ricevere la consegna del bene direttamente a casa.
  2. L’e-commerce diretto: in questo caso si parla del commercio elettronico nel proprio paese oppure all’estero di beni digitalizzati o di beni immateriali, in questo caso si parla di commercio elettronico online, in cui l’intera transazione commerciale si conclude con la consegna del bene online.

Il commercio online all’estero, e più precisamente in Europa, in paesi come Inghilterra, Spagna, Francia e Germania, permette di vendere qualunque prodotto. Sono esclusi dalla vendita a distanza (secondo il D.L. n.331/93 articolo 41 comma 1, lettera b), sono alcuni beni ossi:

  • Mezzi di trasporto nuovi (mentre è possibile venderli usati)
  • Prodotti che sono soggetti ad un’accisa

Ci sono comunque alcune merci anche soggette ad accisa (come l’alcol) che possono essere venduti online, a patto che: s’informi della consegna l’autorità del paese di destinazione; si garantisca il pagamento delle accise.

Per vendere all’estero online, come in Italia, prevede che il venditore fornisca una serie d’informazioni al cliente. I principali sono:

  • Nome, società e informazioni di contatto
  • Prezzo totale
  • Descrizione dei beni e dei servizi venduti
  • Opzioni di pagamento accettate
  • Durata del contratto
  • Costi di spedizione
  • Condizioni contrattuali di vendita
  • Recesso del contratto

Queste informazioni per legge devono essere contenute all’interno dei Termini e delle Condizioni, e devono essere tradotte in tutte le lingue rispetto ai paesi nel quale si stanno vendendo i loro beni e servizi.

Per vendere con un’e-commerce all’estero è necessario anche essere iscritti al regime MOSS. Questo prevede l’applicazione IVA ai clienti esteri nell’Unione Europea, come avviene in Italia. Per applicare l’aliquota IVA corretta ai propri clienti, basta aderire a questo regime. Applicando l’IVA per il paese di riferimento e versandola di conseguenza nel paese in cui si effettua la vendita.

Per quanto riguarda l’apertura di un e-commerce in Europa bisogna sapere che con la Direttiva UE 31 del 2000, che regola le transizioni nell’UE, ci siano le stesse normative per tutti i paesi dell’Unione. Inoltre, la direttiva Geo Blocking prevede che i consumatori godano degli stessi diritti in tutti i paesi dell’UE, senza alcuna discriminazione tra Stati. Rispettando di conseguenza le norme del GDPR previste per ogni e-commerce nell’Unione Europa.

Come aprire e-commerce all’estero

Come aprire un e-commerce all’estero? Per avviare un e-commerce che venda anche all’estero e non solo in Italia è necessario effettuare alcune operazioni specifiche:

  • Studiare il mercato di riferimento: il primo passo da fare è studiare il mercato e il target di riferimento. È necessario individuare tutte le opportunità che si possono sfruttare a livello internazionale. Si deve valutare chi è la concorrenza all’estero, bisogna definire chi sono i clienti ai quali fare riferimento in base ai vari paesi in cui si opera.
  • Strutturare la strategia di marketing: prima di iniziare a vendere è necessario definire una strategia di marketing specifica, che permetta di curare la propria web reputation, in base al paese al quale si fa riferimento. I canali più importanti di questa strategia sono: la SEO, il paid advertising, i social media marketing.
  • Tradurre il sito nelle lingue di riferimento: bisogna tradurre il sito web, scegliendo un’agenzia con traduttori madrelingua, nelle varie lingue per i mercati di riferimento.
  • Adeguamento del sito alle norme europee: per aprire un e-commerce in Europa è necessario adeguare il sito alle norme sul trattamento dei dati (Cookie Policy), bisogna avere una pagina in cui si definiscono Termini e Condizioni in tutte le lingue per i vari paesi di riferimento.

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Come vendere prodotti all’estero

Per vendere prodotti all’estero bisogna sicuramente lavorare alla visibilità del proprio e-commerce online. Rendere visibile un e-commerce online è possibile attraverso il posizionamento sui vari motori di ricerca, di riferimento per ogni paese online.

Questo vuol dire che bisogna lavorare al posizionamento del sito per Google.de, Google.co.uk, Google.fr, Google.es e così via in base al mercato di riferimento.

Devi sapere però che ogni piattaforma di Google alla quale fa riferimento un target linguistico e culturale specifico, funziona in modo differente e prevede strategie e tecniche diverse da quelle che si usano per posizionare il proprio sito in Italia. Quindi ogni motore di ricerca di Google, che sia italiana, francese, spagnola, tedesca ecc…prevede la necessità di seguire una ben precisa strategia SEO su base linguistica, culturale e semantica.

Per effettuare questo lavoro in ambito SEO, per il posizionamento organico del proprio e-commerce per ogni mercato di riferimento, è necessario affidarsi a un team di professionisti madrelingua che conoscono bene il target linguistico, culturale e semantico, per posizionarsi al meglio sul motore di ricerca nel quale si vuole vendere con il proprio e-commerce.

Lo stesso vale per chi vuole raggiungere il posizionamento online attraverso il paid advertising. Infatti, per ogni paese di riferimento si può utilizzare Google Ads per pubblicizzare a pagamento il proprio e-commerce online ottenendo in tempi brevi maggiore visibilità (grazie al posizionamento nella sezione annunci in prima o seconda posizione prima della Serp Organica); la possibilità di raggiungere un pubblico linguistico di riferimento ben preciso.

La nostra digital agency, Ranking Road, lavora proprio nell’ottica di offrire a coloro che voglio internazionalizzare il loro e-commerce, team esperti con professionisti madrelingua in grado di studiare e cogliere al meglio le sfumature semantiche e culturali del mercato di riferimento.

Tasse e-commerce

L’apertura di un e-commerce anche al commercio estero prevede che si seguano dei regimi fiscali ben precisi e che si paghino le tasse nel paese in cui si ha la ragione sociale della propria azienda.

Se si ha la propria azienda in Italia bisogna pagare le tasse sul fatturato complessivo dell’e-commerce in Italia, secondo la percentuale prevista dal settore merceologico al quale si appartiene.

Oltre a pagare le tasse sul fatturato complessivo, bisogna anche versare l’IVA in Italia per i beni venduti nel nostro paese. Invece, si deve versare attraverso il MOSS, l’IVA in Francia, Spagna, Inghilterra, Germania o in un altro paese UE, in base al loro regime d’imposta sul valore aggiunto.

Infine, bisognerà pagare i contributi personali all’Inps e quelli degli eventuali dipendenti che lavorano per l’e-commerce.

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